Il Vino e Salute: Benefici e Consumo Consapevole

Vino e salute: bottiglia di vino con stetoscopio per malattie cardiovascolari

Vino e Salute è davvero un binomio impossibile? 

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente avrai seguito il dibattito acceso dalla proposta europea di apporre una F nera sui prodotti alimentari contenenti alcol (Nutriscore). Anche il vino è stato coinvolto in questa controversia, ma è stato successivamente escluso dalla normativa per motivi politici.

Potremmo discutere a lungo del vino e delle sue origini antichissime. 

Una leggenda suggerisce che il frutto proibito del Giardino dell’Eden fosse in realtà l’uva succosa e non la mela biblica. Un’altra narra che Noè abbia salvato la vite dal diluvio universale portandola con sé sull’Arca. Per gli antichi Romani, il vino era così importante che Bacco fu elevato al rango di divinità. Potremmo anche parlare delle numerose energie impiegate nella coltivazione della vite con tutte le sue varietà autoctone e non; potremmo esplorare il territorio, la storia, le tecniche agronomiche e di vinificazione, e infine l’atmosfera magica che si crea durante la degustazione di un bicchiere di vino.

Tuttavia, la domanda che ci poniamo qui è un’altra: il vino fa bene o fa male? 

Cerchiamo di rispondere con una valutazione puramente scientifica, esaminando studi che nel corso degli anni hanno stabilito regole precise sul consumo di vino (e alcol) per cercare di conciliare vino e salute in un binomio spesso ritenuto impossibile.

Il vino, se consumato con moderazione, può offrire diversi benefici per la salute. 

Lo dice l’IRVAS – Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute, che si dedica a promuovere la conoscenza riguardante il consumo consapevole di vino all’interno di una dieta equilibrata, come la dieta mediterranea. 

Questo articolo esplora gli effetti del vino sulla salute, sottolineando l’importanza di un consumo moderato e consapevole.

Vino, salute, calorie e nutrimento 

Intanto parliamo di numeri. Sai benissimo che il vino e le bevande alcoliche sono prodotti largamente utilizzati nella cultura e tradizione italiana. Ma il “tanto” ed il “poco” sono comunque termini soggettivi. Ciò che ci dà la misura della quantità di alcol che assumiamo bevendo un bicchiere di vino o un superalcolico sono le cifre. 

Partiamo dalla definizione base: si definiscono bevande alcoliche tutte le bevande che contengono alcol (etanolo) in varia misura a partire da 1.2ml per 100ml. 

Il quantitativo di alcol, il cosiddetto “tenore alcolico” viene infatti riportato in etichetta solo per le bevande che ne contengono una quantità pari o superiore.

Spesso si sente ancora parlare di gradi e gradazione alcolica in modo errato, ma il termine corretto per indicare la quantità di alcol in una bevanda è il titolo alcolometrico. Questo valore rappresenta i millilitri di alcol puro presenti in 100 ml di bevanda a una temperatura di 20°C e viene indicato in etichetta come “% vol”.

Per determinare quanti grammi di alcol sono presenti nel volume di bevanda alcolica che stiamo consumando, è necessario moltiplicare il valore riportato in etichetta per la densità dell’etanolo (0,79) e per la quantità di bevanda espressa in decilitri (vedi esempio qui sotto).

Quanti grammi di alcol sono contenuti in un bicchiere di vino a 12%vol? 12 (%vol) × 0.79 (densità) × 1.25 (quantità dl) = 11.8 g di alcol.

L’etanolo, che è il maggior costituente, dopo l’acqua, delle bevande alcoliche, non è un nutriente, sebbene sia una fonte rilevante di energia (7 kcal/g) e le bevande che lo contengono non apportano quantità significative di altri nutrienti oltre agli zuccheri. Per queste ragioni le calorie da bevande alcoliche sono inserite nella categoria delle “calorie vuote”

Un bicchiere di vino da 125 ml ha un contenuto calorico di 11.8×7=82.6 kcal.

Benefici del Consumo Moderato di Vino

Il fatto e l’affermazione che il vino fa bene alla salute con un consumo moderato è scientificamente provato. I primi studi a questo proposito risalgono alla fine degli anni 80, inizio ‘90. La curiosità di alcuni studiosi è nata proprio dall’esame  degli usi e costumi del popolo Francese. In Francia, come ben sai, non si segue la dieta mediterranea, bensì una dieta ricca di grassi saturi (lardo, burro ecc… ).  

Esaminando le problematiche di salute dei francesi, gli scienziati hanno notato una minore incidenza di malattie cardiovascolari. Ci si è dunque interrogati sulle cause, e gli studi epidemiologici hanno restituito come risposta il fatto che un consumo regolare di vino riducesse l’incidenza delle malattie cardiovascolari. 

Da qui nasce il famoso PARADOSSO FRANCESE. 

Paradosso che è stato però solo il primo punto di partenza per studi epidemiologici più approfonditi che mettessero in correlazione il consumo di vino con la salute cardiovascolare. 

Nel corso degli anni quindi si è scoperto che il vino ha indubbi effetti positivi sulla salute: 

  • prevenzione delle malattie cardiovascolari (aumenta il “colesterolo buono” HDL, riduce il “colesterolo cattivo” LDL)
  • Riduce il rischio di diabete di Tipo-2.
  • Aiuta la prevenzione di alcuni tipi di cancro (come ad esempio nel caso del tumore alla prostata e ai polmoni)

Questo soprattutto grazie all’azione dei polifenoli e di come questi, anche in funzione della combinazione con l’etanolo, vengono assimilati dal nostro corpo. Il tutto sempre riportato ad un consumo moderato e costante. 

MA COSA SIGNIFICA MODERATO? 

Vuol dire 1 bicchiere al giorno per le donne (150 ml), 2 bicchieri al giorno per gli uomini (300 ml).

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Il Vino e Salute: Benefici e Consumo Consapevole

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La parola alla Scienza su Vino e Salute e Alimentazione

Già i nostri avi nelle epoche passate utilizzavano la “bevanda degli dei” per “curare”. 

Si usava infatti come antidolorifico, antisettico, per trattare problemi dermatologici e digestivi. 

I nostri avi però non avevano però pareri nè comprovate evidenze scientifiche. 

Cosa di cui invece disponiamo noi oggi. 

In effetti, nella banca dati citazionale PubMed negli ultimi 10 anni i lavori pubblicati sul tema “Wine and health” sono più di 3000, di cui 500 solo nell’ultimo anno, a dimostrazione di quanto il dibattito sia acceso e risposte scientifiche chiare siano necessarie.

Il vino infatti, è una materia viva. Non si può banalizzare a semplice soluzione idroalcolica (fatta di alcol ed acqua) bensì è una matrice complessa. 

A sostegno di tale tesi, il vino è stato esaminato e studiato in tutte le sue componenti allo scopo di isolare e conoscere in modo approfondito le sostanze che hanno un effetto benefico sulla salute. 

La composizione fitochimica del vino è fortemente influenzata dall’interazione tra fattori ambientali, come il “terroir”, termine che indica una specifica area geografica, e le pratiche enologiche e colturali adottate. Questi elementi combinati determinano le caratteristiche uniche di un particolare vino. 

In generale, i composti bioattivi presenti nel vino includono polifenoli come flavonoidi, catechina, quercetina, antociani e stilbeni come il resveratrolo, oltre a melatonina e viniferina (quest’ultimo è il più recente fitocomponente identificato nel vino, con una capacità di proteggere la funzionalità endoteliale fino a 6 volte superiore rispetto al resveratrolo). 

Il vino contiene componenti con azione nutraceutica (termine che unisce “nutrizionale” e “farmaceutico”) fino a una concentrazione di 1,8 g/L.

Il vino, specialmente il vino rosso, contiene antiossidanti come il resveratrolo, che sono stati associati a vari benefici per la salute cardiovascolare. 

Studi suggeriscono che un consumo moderato di vino può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiache, migliorare il colesterolo HDL (colesterolo “buono”) e avere effetti anti-infiammatori. Tuttavia, è fondamentale sottolineare e non dimenticare  che il consumo eccessivo può avere effetti negativi sulla salute.

Il Ruolo dell'IRVAS

L’IRVAS si impegna a educare i consumatori sul consumo consapevole di vino, enfatizzando il suo inserimento in una dieta sana ed equilibrata. Attraverso la ricerca e la collaborazione con accademici e professionisti del settore sanitario, l’IRVAS promuove una cultura del vino che valorizza le tradizioni del territorio, senza demonizzare il prodotto vitivinicolo.

A tale proposito vorrei parlarti del recente comunicato stampa rilasciato da questo ente che tratta in modo approfondito il tema in questione. 

Nuove ricerche confermano un legame moderato tra vino e benessere cardiovascolare.

Uno studio recente pubblicato su Nature Communications  e condotto da ricercatori del Global Burden of Disease (GBD) rafforza l’idea che un consumo moderato di vino, come parte di uno stile di vita sano, possa avere effetti positivi sulla salute del cuore.

Cosa dice lo studio:

  • Lo studio ha analizzato 122 studi osservazionali condotti tra il 1970 e il 2021.
  • I risultati confermano che un consumo moderato di alcol (fino a 50 g/giorno) è associato a un minor rischio di cardiopatia ischemica (IHD), infarto miocardico (MI) e mortalità per IHD.
  • Questo rapporto positivo si osserva a forma di “J”, con un rischio più basso per i bevitori moderati rispetto agli astemi e un rischio più alto per i bevitori eccessivi.

Parere degli esperti:

  • Il professor Attilio Giacosa, Presidente di IRVAS, conferma i risultati dello studio e sottolinea che il consumo moderato di vino, all’interno di una dieta mediterranea, può apportare benefici alla salute non solo cardiovascolare, ma anche cognitiva.
  • L’assunzione di vino con moderazione, durante i pasti e in contesti sociali, non è da considerarsi un fattore di rischio, ma un elemento di uno stile di vita sano.

Messaggio chiave:

Il consumo moderato di vino, come parte di uno stile di vita sano e di una dieta mediterranea, può avere effetti positivi sulla salute del cuore. È importante ricordare che l’abuso di alcol è dannoso e non è raccomandato.

Riferimenti bibliografici a cui poter attingere.

  1. Mensah GA, Fuster V, Murray CJL, Roth G.A.; Global Burden of Cardiovascular Diseases and Risks, 1990-2022. J Am Coll Cardiol. 2023 Dec 19;82(25):2350-2473; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0735109723080233?via%3Dihub.
  2. Carr, S., Bryazka, D., McLaughlin, S.A. et al., «A burden of proof study on alcohol consumption and ischemic heart disease». Nat Commun 15, 4082 (2024). https://doi.org/10.1038/s41467-024-47632-7.

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