Vino novello: cos’è, quando si beve e come abbinarlo

Ogni autunno, insieme alle castagne e ai primi freddi, sugli scaffali arriva il vino novello. È il primo vino della nuova vendemmia: giovane, profumato, facile da bere. Ma non va confuso con un semplice “vino nuovo”.

Scheda rapida:

  • Cos’è: un vino, quasi sempre rosso, ottenuto almeno in parte con la macerazione carbonica.
  • Quando esce: in Italia può essere messo in commercio dal 30 ottobre dell’anno di vendemmia.
  • Gusto: fruttato, morbido, poco tannico.
  • Quando berlo: entro pochi mesi, idealmente entro la primavera.
  • Come servirlo: fresco, intorno ai 12–14 °C, con caldarroste, salumi e piatti autunnali.

Cos’è il vino novello

Il vino novello è un vino giovane prodotto con una tecnica particolare, la macerazione carbonica, e venduto nello stesso anno della vendemmia. Secondo le regole italiane, almeno il 40% del vino deve essere ottenuto con questo metodo. La parte restante può essere vinificata in modo tradizionale.

Il risultato è un vino dal colore rosso rubino con riflessi violacei, dai profumi intensi di frutta e dalla struttura leggera. Non è pensato per invecchiare: è il vino della festa, da stappare per celebrare il nuovo raccolto.

Come si produce: la macerazione carbonica

La macerazione carbonica è ciò che rende il novello diverso da tutti gli altri vini. Funziona così:

  1. Grappoli interi: l’uva raccolta non viene pigiata, ma messa intatta in grandi recipienti chiusi.
  2. Anidride carbonica: i recipienti vengono saturati di anidride carbonica, che toglie spazio all’ossigeno.
  3. Fermentazione dentro l’acino: per alcuni giorni, all’interno di ogni acino parte una fermentazione “intracellulare” che sviluppa profumi fruttati molto intensi.
  4. Pigiatura e fine fermentazione: solo a questo punto l’uva viene pigiata e il mosto completa la fermentazione in modo tradizionale.

Poiché le bucce restano a contatto con il mosto per poco tempo, il vino estrae pochi tannini. Ecco perché il novello è così morbido e beverino.

Quando esce il vino novello

In Italia il novello può essere messo in commercio dal 30 ottobre dell’anno di vendemmia. Le uve destinate al novello, infatti, si raccolgono di solito tra fine settembre e inizio ottobre, e la vinificazione rapida permette di avere il vino pronto in poche settimane.

In Francia esiste un equivalente famoso, il Beaujolais Nouveau, che per tradizione viene lanciato il terzo giovedì di novembre. In Italia, invece, il novello è legato soprattutto alle sagre autunnali e alla festa di San Martino, l’11 novembre, quando secondo il proverbio “ogni mosto diventa vino”.

Differenza tra vino novello e vino giovane

Spesso si pensa che “novello” significhi semplicemente “vino dell’ultima annata”. Non è così. Ecco le differenze principali:

Vino novelloVino giovane
TecnicaAlmeno 40% macerazione carbonicaVinificazione tradizionale
Messa in commercioDal 30 ottobre dell’anno di vendemmiaDi solito dalla primavera successiva o più tardi
TanniniPochi, gusto morbidoVariabili in base al vitigno
ProfumiFrutta rossa molto intensa, fragola, lamponePiù vari e legati al vitigno
LongevitàPochi mesiDa uno a molti anni

In sintesi, tutti i novelli sono vini giovani, ma non tutti i vini giovani sono novelli.

Profumi e sapore: cosa aspettarsi

Il novello si riconosce già al naso. I profumi tipici ricordano la fragola, il lampone, la ciliegia e a volte la banana, una nota tipica della macerazione carbonica. In bocca è leggero, morbido e poco astringente, con una buona freschezza.

Proprio per questo piace anche a chi beve vino raramente o trova pesanti i rossi strutturati. Al contrario, chi cerca complessità e profumi evoluti difficilmente lo troverà interessante: non è il suo ruolo.

Quanto si conserva

Il novello va bevuto giovane. Il periodo migliore va da novembre a fine inverno, quando i profumi fruttati sono ancora vivi. Dopo la primavera il vino non diventa cattivo, ma perde gradualmente la sua freschezza e il suo carattere.

Conservalo in un luogo fresco e buio, lontano da fonti di calore. Una volta aperto, si comporta come un rosso leggero: richiudilo bene e tienilo in frigorifero, poi bevilo entro due o tre giorni. Per altri consigli, leggi la nostra guida su come conservare il vino aperto.

Temperatura di servizio e abbinamenti

Il novello va servito fresco, intorno ai 12–14 °C. In pratica basta tenerlo in frigorifero per circa mezz’ora prima di aprirlo. Se vuoi approfondire, trovi tutti i valori nella nostra guida sulla temperatura di servizio del vino.

A tavola è un vino versatile e informale. Gli abbinamenti più riusciti sono:

  • Caldarroste e castagne: l’accoppiata autunnale per eccellenza.
  • Salumi: salame, coppa e pancetta, magari su un tagliere misto.
  • Primi autunnali: risotto con la zucca, pasta con funghi, tortelli.
  • Polenta con funghi o con formaggi morbidi.
  • Pizza e piatti semplici da condividere con gli amici.

Evita invece i piatti molto elaborati o le carni in umido più ricche: lì serve un rosso con più corpo.

Vino novello e Dolce Novella®: non confonderli

Il nome è simile, ma si tratta di due prodotti diversi. Il vino novello è una tipologia di vino prodotta da molte cantine. Il Dolce Novella®, invece, è una bevanda aromatizzata a base di vino creata da Monteverdi, ispirata a un antico prodotto a base di uva fragola. Si gusta liscio, fresco o come base per cocktail.

Domande frequenti

Quando si può bere il vino novello?

In Italia il novello arriva in commercio dal 30 ottobre. Il momento migliore per berlo va da novembre alla fine dell’inverno, quando i profumi fruttati sono ancora intensi.

Quanto tempo dura il vino novello?

Il novello dà il meglio entro pochi mesi dall’uscita, idealmente entro la primavera successiva. Dopo resta bevibile, ma perde freschezza e profumi.

Il vino novello è un vino di qualità?

Sì, se prodotto con cura. Non è un vino da invecchiamento, ma un vino giovane e piacevole pensato per essere bevuto subito. Molti novelli italiani sono anche IGT o DOC.

Esiste il vino novello bianco?

Il novello è quasi sempre rosso, perché la macerazione carbonica dà il meglio con le uve a bacca nera. Esistono però alcune versioni rosate e bianche, molto meno diffuse.

Un brindisi all’autunno

Il vino novello è il modo più semplice per festeggiare l’arrivo della nuova annata. Leggero, fruttato e senza pretese, è perfetto per una serata tra amici davanti a un piatto di caldarroste.

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